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Network Agreement

 

 Rispetto delle leggi e delle regolamentazioni vigenti

 I Professionisti si impegnano, attraverso l'adozione di ogni misura di prevenzione e controllo ritenuta necessaria, a garantire il rispetto integrale ed incondizionato delle leggi e delle regolamentazioni vigenti. Nell’esercizio delle attività all’estero, che siano consentite dalle disposizioni in vigore, i Professionisti sono tenuti al rispetto delle norme del paese in cui viene svolta l’attività.

 

 Etica e valori

I Professionisti, nel perseguimento degli obiettivi di eccellenza nello svolgimento dei servizi offerti alla clientela, pongono massima attenzione ai valori di leale concorrenza con gli altri operatori.

 I Professionisti devono valutare tutte le problematiche etiche e giuridiche connesse alle decisioni d’affari, astenendosi da qualsiasi pratica e/o comportamento collusivo o abusivo o dannoso, nonché evitare di effettuare operazioni in conflitto di interessi.

 I rapporti con i fornitori di beni e servizi sono condotti nel rispetto di canoni di efficienza, lealtà ed imparzialità.

 

Rapporti con la Pubblica Amministrazione e con le Autorità di vigilanza

  I Professionisti, nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e le Autorità di vigilanza, nazionali, comunitarie ed estere, agiscono nel rispetto di principi di correttezza, trasparenza, collaborazione e non ingerenza, nel rispetto dei reciproci ruoli.

 I Professionisti rifiutano qualsiasi comportamento di natura anche solo apparentemente collusiva o comunque tale da pregiudicare i suddetti principi.

Le comunicazioni, le segnalazioni e le richieste da parte della Pubblica Amministrazione e degli Organi di Vigilanza sono garantite da completezza, integrità, oggettività e trasparenza. Nei confronti delle Autorità Pubbliche è fatto divieto esporre fatti non rispondenti al vero ovvero occultare con altri mezzi fraudolenti, in tutto o in parte, fatti da comunicare.

 

 Compiti e doveri dei Professionisti

I Professionisti sono tenuti a prestare con diligenza, competenza e lealtà la propria prestazione lavorativa, investendo in maniera adeguata le proprie risorse ed il proprio tempo nello svolgimento delle proprie attività. Essi sono altresì tenuti a mantenere la riservatezza sulle informazioni di carattere confidenziale acquisite dai clienti.

I Professionisti pertanto non possono rivelare a terzi o far uso improprio delle informazioni riservate di cui siano venuti a conoscenza. Ai Professionisti è fatto divieto di effettuare operazioni nelle quali egli abbia un interesse personale in conflitto con quello del cliente.

 Il Professionista che, con riguardo a determinate valutazioni o atti afferenti alle proprie mansioni, ritenga di trovarsi in conflitto di interessi, si astiene dall’assumere l’incarico. Rapporti con la clientela I rapporti con la clientela ed in genere i rapporti intrattenuti in occasione della propria attività lavorativa, devono svolgersi con la massima correttezza, integrità, imparzialità, indipendenza e riservatezza.

 Nei suddetti rapporti è vietato il ricorso a pratiche elusive o, in ogni caso, scorrette. Conoscenza delle normative ed aggiornamento professionale I Professionisti considerano una componente essenziale del rapporto con i propri clienti, la conoscenza ed applicazione delle discipline regolanti specificamente la propria attività, ed il rispetto delle norme di legge e regolamentari vigenti oltre che delle prescrizioni contenute nel Network Agreement.

 E' dovere dei Professionisti curare costantemente la propria preparazione professionale, conservando e accrescendo le conoscenze con particolare riferimento ai settori nei quali svolga l'attività.

 

Modalità di attuazione del Network Agreement

Il presente Network Agreement è pubblicato sul sito www.jurisadviser.eu e trasmesso a tutti i Professionisti. Analoghe forme di adesione sono richieste ai consulenti e collaboratori esterni di cui si potranno avvalere i singoli Professionisti.

Le violazioni delle previsioni contenute nel presente Network Agreement costituiscono illecito disciplinare e, per quanto riguarda i collaboratori esterni, contrattuale, e come tali potranno essere sanzionate, a seconda della gravità dell’attività illecita realizzata dal soggetto, indipendentemente dall’eventuale esercizio dell’azione penale da parte dell’autorità giudiziaria.

 In particolare, i Professionisti potranno incorrere nel rimprovero verbale o scritto o nell’esclusione dal network www.jurisadviser.eu.

Newsflash

Esaurimento del marchio ed importazioni parallele.

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Scritto dal Dott. Alberto Russo

All’interno del mercato unico, la giurisprudenza della Corte di Giustizia Europea ha evitato che il diritto al marchio potesse essere utilizzato per bloccare il flusso delle merci fra uno Stato membro e l’altro, sancendo il principio di esaurimento comunitario del diritto al marchio  (in Italia si veda l'art. 5, comma 1, del Codice Proprietà  Intellettuale).

La stessa Corte ha sancito inizialmente che l’esaurimento non si produce quando il marchio originariamente comune appartenga in Stati membri ad imprese fra loro del tutto indipendenti (casi “Hag II” del 1990 e “Ideal Standard” del 1994). L’effetto di esaurimento del diritto di marchio si produce solo per prodotti immessi in commercio nella Comunità/Unione con il marchio dal titolare stesso o con il suo consenso. Quando dunque lo stesso marchio appartenga  a due diverse imprese economicamente indipendenti in due Stati membri diversi, l’una può valersi del proprio diritto per impedire le importazioni di merci recanti il marchio in questione e provenienti dall’altra.

Il marchio invece non può essere usato per bloccare il flusso di importazioni parallele di merci contrassegnate da un certo marchio quando il titolare sia il medesimo o quando le imprese interessate siano legate da rapporti di gruppo o contrattuali (contratti di licenza). In questo caso la prima messa in commercio nell’Unione provoca l’esaurimento del diritto al marchio.

L'ordinamento prevede un'eccezione al citato principio di esaurimento che si verifica allorquando l’importatore (parallelo) modifica o altera lo stato dei prodotti dopo averli acquistati  (in questo caso è comunque possibile azione di contraffazione) oppure qualora il titolare del marchio possa dimostrare di avere un analogo legittimo motivo – es. differenze qualitative fra le due produzioni contrassegnate dallo stesso marchio.

La prospettiva e il regime di tutela cambiano, quando la controversia attiene la circolazione di marchi provenienti da fuori la “Fortezza Europa”: ovvero quando le importazioni parallele provengono da paesi extra-UE il principio di esaurimento può non trovare  applicazione (caso ricorrente con prodotti provenienti dall'Estremo Oriente).

Nonostante parte della dottrina critichi tale impostazione, la ratio principale alla base tesi negativa si basa sul fatto che oggi il marchio non ha solo una funzione meramente distintiva, bensì anche pubblicitaria – autonomamente tutelata.

Nell’assetto attuale si può ben argomentare che la protezione contro le importazioni parallele (provenienti da Stati terzi) sia di per sé giustificata, anche in assenza di ulteriori legittimi motivi, dall’esigenza stessa di preservare i  valori, pubblicitari e di marketing, incorporati nel segno.

La Corte di Giustizia (caso “Slihouette” del 1998) ha preso risolutamente posizione contro l’ammissibilità dell’esaurimento internazionale: il titolare di un marchio in uno Stato membro ben può opporsi all’importazione di prodotti che siano stati immessi in commercio fuori dall’Unione Europea dallo stesso titolare del marchio o con il suo consenso. La Corte ha pertanto asserito che la direttiva 2008/95 detterebbe una disciplina completa prevedendo l’esaurimento comunitario ed escludendo l’esaurimento internazionale. Successivamente i giudici di Lussemburgo hanno precisato che, nel caso di prima messa in commercio di un prodotto (su cui è apposto un determinato marchio) in uno Stato terzo il titolare può prestare il proprio consenso alla reimportazione in Europa, ma in tal caso, il consenso deve essere manifestato in modo univoco (caso “Davidoff I” del 2001).

 

Convenzioni

  • 09.02.12
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    Dal 10 febbraio 2012 Jurisadviser ha ufficialmente formalizzato la convenzione con ConfIndustria La Spezia, accordo con il quale il nostro portale è a disposizione di tutti gli associati all'Ente per consulenze legali, finanziarie, fiscali e strategiche in materia di "Internazionalizzazione d'impresa, commercio estero e commodities" nonchè "Nuove tecnologie - Diritto di Internet, Media e proprietà intelletuale". Un'eccellente possibilità per le Aziende associate a ConfIndistria La Spezia per usufruire  di un servizio di assoluta qualità a tariffe vantaggiose ed esclusive.

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